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ANPI
Cividale del Friuli

non è sempre vero che la storia si ripete

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-Nelle righe succesive riportiamo l'intervento di
-Antonella Lestani, Segretaria dell'ANPI provinciale
-di Udine, al presidio antifascista contro la
-presenza a Gorizia della X Mas tenutosi a Gorizia
-sabato 17 gennaio 2026

Hannah Arendt ammoniva – a proposito di Adolf Eichmann – di non rappresentare né trasformare l’orrore in mito. E questa trasformazione sta accadendo proprio oggi, una trasformazione che si ripete ormai da anni con il ricevimento dei rappresentanti della Decima Mas con tutti gli onori in Comune. 
Camerati ringalluzziti dai venti di una destra fascista che soffiano in Italia e in Europa, che sono alimentati dai conflitti in corso e dalla corsa al riarmo.
L’A.N.P.I. nell’intento di contrastare il diffondersi di una cultura neofascista e razzista, già tristemente conosciuta dall’Italia e dalla nostra regione, non intende assistere in silenzio a quanto sta accadendo qui, oggi. 
Qualche tempo fa un europarlamentare italiano ha dichiarato che gli eroi della X Mas andrebbero studiati a scuola. Sono d’accordo con lui. Si studi a scuola cosa era la X Mas, il primo reparto collaborazionista in Italia, prima ancora della nascita della Repubblica sociale, la X Mas comandata da quel Junio Valerio Borghese che, iscrittosi dopo la guerra al MSI, tentò il colpo di stato del 1970. Studino i nostri ragazzi quali eccidi di bambini, donne e uomini vennero perpetrati dalla Decima in Italia e sul confine Orientale. Si studi cos’erano le caserme degli orrori, come la Caserma Piave di Palmanova, dove Remigio Rebez torturava e seviziava i partigiani. Si conoscano i rastrellamenti e le deportazioni fatte dalla X mas per garantire ai nazisti schiavi italiani da far lavorare fino all’annientamento. Si studi quello che combinarono i Battaglioni Valanga, Fulmine, Barbarigo e San Giorgio nelle Valli Tramontina, dell’Arzino e del Meduna.
Non l’adempimento di una missione patriottica nel segno dell’onore, ma collaborazionismo con l’occupatore tedesco e crudele repressione antipartigiana!
In troppi non conoscono o non ricordano cosa è stata la X mas e la vergogna italiana che ha rappresentato.
Fatti storici che vanno contestualizzati e insegnati ai giovani e l’ANPI, grazie al Protocollo sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, entra nelle scuole di ogni ordine e grado con progetti innovativi e linguaggi moderni ad insegnare la Resistenza e la Costituzione con l’obiettivo non solo di far conoscere la storia, ma di far maturare e crescere nelle giovani generazioni l’idea che si è liberi di avere un’opinione, che nessuno può imporre agli altri cosa pensare e cosa essere e, soprattutto, che le cose non devono andare come sono sempre andate, ma che si può costruire un’alternativa migliore!
Ricordiamoci che non è sempre vero che la Storia si ripete, ma è sempre meglio sapere da dove si arriva.
Ci sono, infatti momenti nella storia in cui si innesca un processo di disgregazione culturale che distrugge la convivenza civile e spalanca le porte al revisionismo storico, a pulsioni razziste e autoritarie, creazione di nuovi nemici.
Non possiamo permettere che organizzazioni che ricordano i crimini della Decima Mas e che hanno contribuito e contribuiscono alla diffusione di odio, razzismo, xenofobia, istigazione alla violenza, tutte idee che stanno alla base dell’ideologie neofasciste, possano diffondersi ed avere spazio in una repubblica nata proprio dalla sconfitta di quelle idee e che quelle idee, nella sua Costituzione e nelle sue leggi, mette espressamente al bando.
Le nostre comunità hanno una ricca storia di idealità che hanno avuto il loro momento culminante nella partecipazione alla Resistenza al fascismo e quindi alla creazione di un nuovo Stato democratico fondato su valori civili e morali positivi. Quei valori vanno preservati!
È opportuno ricordarlo in un momento in cui i confini ritornano e sono confini importanti anche quando la storia ne ha decretato la fine. Questo territorio è sempre stato un territorio di resistenza, non è presente nei libri di testo ufficiali della Repubblica italiana e quindi è necessario continuare a ricordare quello che questi luoghi hanno rappresentato come modello a paradigma per il resto del Paese e per il resto dell’Europa. 
Gorizia, una palese contraddizione con Benito Mussolini come cittadino onorario e il tanto sbandierato e festeggiato abbattimento dei confini che, però restano militarizzati. Per questo viviamo con rabbia che il nostro Paese sta vivendo: un tradimento, sostanziale, consecutivo, proditorio, di tutti gli articoli fondamentali della nostra Costituzione.
A dispetto di quello che è sancito dalla Costituzione dalla quale è nata la nostra Repubblica, lo stato italiano non è mai diventato davvero antifascista. Analizzando le stragi del dopoguerra, sappiamo che hanno avuto tutte una matrice fascista. Dai processi e dalle indagini è emerso che ci sono stati uomini di Stato che hanno deviato, insabbiato, taciuto e in qualche caso collaborato a quelle stragi. La nostra Italia non ha mai fatto i conti con il fascismo. Certo la Costituzione ne ha indicato la strada ma nel nostro Pese se ne è seguita un’altra.
La XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che vieta la ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista se viene applicata, viene applicata in senso troppo ristretto. E la risoluzione del Parlamento Europeo del 2019, in cui si equiparano nazifascismo e comunismo, non ha fatto altro che accomunare oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, falsificando la storia.
Ciò che resta è la consapevolezza di essere governati, nel 2024, da un partito che nella sua bandiera ha ancora la fiamma che brilla sulla tomba di Benito Mussolini, dagli eredi della Decima Mas, di Borghese e dell’MSI. 
Se l’Italia che vogliamo è quella del Memento Audere Semper , degli ex missini e dei neofascisti, allora qualcosa non va. Probabilmente si torna alle colpe della memoria storica debole e delle giustificazioni raffazzonate che spingono le persone a convincersi che la narrazione del momento sia quella giusta. Crederanno magari anche a chi arriverà a dirci che quel motto latino coniato da D’Annunzio non c’entra nulla con lo slogan portato avanti da decenni dai principali gruppi neofascisti.

Gorizia, 17 genanio 2026 

Antonella Lestani

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