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Oggi festeggiamo
il 25 aprile a ricordo della libertà conquistata con il
sacrificio dei civili antifascisti, delle formazioni partigiane,
delle forze armate alleate e della popolazione resistente.
Il 25 aprile 1945 ancora si combatteva sui vari fronti e nelle
nostre zone che hanno visto, per prime, il sorgere della lotta
armata, già nella primavera del 1943 sostenuta da un piccolo
nucleo partigiano e poi, dopo l8 settembre, da molti altri
partigiani e militari contro loccupante tedesco e per ultime,
nel maggio del 1945 hanno sopportato loppressione nazifascista.
Ancora decine di partigiani cadranno dopo questa data del 25
aprile 1945 mentre il 2 maggio il nostro Friuli dovrà
ancora sopportare stragi di civili come accaduto ad Avasinis.
Il Contributo di Cividale sta in queste cifre che portano il
peso del sacrificio di vite dedicate alla Libertà o spezzate
per lideale di un mondo migliore: 73 caduti per la Libertà,
80 antifascisti perseguitati politici, 107 fucilati alle Fosse
del Natisone al Campo sportivo ed in altre località,
119 deportati nei campi dinternamento e di sterminio in
Germania.
La
concessione della Medaglia dArgento al V. M. per i fatti
della Resistenza alla nostra città ne è alto riconoscimento.
In particolare ricordiamo il martirio di innocenti e pacifiche
vittime civili come quello di Elvira Shoenfeld e di sua figlia
Amalia Piccoli, vittime della barbarie razzista nazifascista.
Ricordiamo leroico appoggio fornito alla Resistenza dalle
popolazioni del Friuli orientale che, dopo la liquidazione della
zona libera, prima palestra di democrazia dopo 20 anni di dittatura
in un territorio occupato e parte del Terzo Reich nazista, hanno
subito la violenta e bestiale repressione con eccidi come a Torlano,
lincendio di paesi, le deportazioni e le uccisioni efferate.
Ricordiamo il contributo dato dal tenente dei Carabinieri Ugo
Tabacchi della Stazione di Cividale, collaboratore della Resistenza,
arrestato dalle SS e deportato a Dachau, i tanti militari cividalesi
presenti sui tragici fronti delle guerre di aggressione fasciste
che dopo l8 settembre 1943 subirono la deportazione e la
prigionia in Germania perché non vollero aderire alla
Repubblica fantoccio di Mussolini.
Ricordiamo i molti antifascisti cividalesi, humus vitale per
la Resistenza, processati dal Tribunale speciale per la Difesa
dello Stato fascista tra i quali Ettore Zanuttini già
presidente della Società Operaia e Mario Lizzero poi Comandante
delle formazioni garibaldine friulane.
Ricordiamo la medaglia dOro concessa a Manfredi Mazzocca
Tordo Commissario della Brigata Gramsci della Garibaldi
Natisone caduto eroicamente in Slovenia e le Medaglie dArgento
concesse a Rino Blasig Franco morto a seguito di
gravi ferite nellospedaletto partigiano di Franja a Circhina,
Edoardo Tosoratto Odo caduto nelle formazioni garibaldine
della destra Tagliamento, Attilio Ruttar della divisione partigiana
Italia operante con lEsercito di Liberazione
jugoslavo caduto al confine tra Croazia e Bosnia, Giuseppe Garibba,
magistrato, membro del CLN di Soave, deportato e morto nel campo
nazista di Dachau. E poi le Medaglie dArgento attribuite
in vita, perché i Comandanti garibaldini non vollero accettare
le Medaglie dOro se non per i propri caduti, a Mario Lizzero
Andrea Comandante di tutte le formazioni garibaldine
friulane e successivamente parlamentare e al fratello Gino Lizzero
Ettore, Capo di Stato Maggiore della Divisione dAssalto
Garibaldi Natisone, formazione composta da 5000 effettivi e che
ha dato alla causa della Resistenza oltre 1400 caduti, stimato
allenatore di calcio, dirigente dellANPI e Consigliere
comunale.
Ricordo anche Anselmo Calderini Ivan al cui nome
è intestata la nostra sezione ANPI primo caduto di una
formazione garibaldina in Italia che a buon titolo, per il suo
sacrificio e quello sopportato dalla famiglia con la deportazione
in Germania della moglie Ester Ines Pinosio e il forzato distacco
dai figli, in tenera età, meriterebbe una Medaglia.
Non posso qui menzionare tutti i nomi delle persone alle quali
dobbiamo essere riconoscenti anche se a noi resta il compito
di ricordarli alle nuove generazioni in quanto gli ultimi testimoni
diretti di quei fatti, i partigiani, i deportati, sono ormai
scomparsi.
A pochi mesi dalla fine della guerra, nel marzo del 1946, grazie
allesperienza maturata nei CLN e nelle Zone Libere durante
la Resistenza, si svolsero le prime elezioni a suffragio universale
nelle quali le donne, in funzione delle loro lotte per lemancipazione
e grazie al grande contributo fornito alla Liberazione, avevano
conquistato il sacrosanto diritto al voto, alla partecipazione
alla vita politica del nostro Paese segnando così una
svolta al secolare dominio maschile che le relegava ai margini
della vita civile.
Una battaglia questa che non è ancora conclusa laddove
esistono disparità di trattamento di genere, sociale,
economico e politico.
La grande partecipazione, ottantanni fa, al voto alle elezioni
amministrative del marzo 1946 e poi del 2 giugno 1946 dovrebbe
farci riflettere e far riflettere i nostri rappresentanti politici
sullattuale crisi di partecipazione.
Nuove generazioni però appaiono indicando una nuova speranza
per il futuro.
A Cividale alle amministrative del 1946 votò l85%
degli aventi diritto: votarono 2.898 uomini e ben 3.339 donne.
Molti combattenti per la Libertà, donne e uomini, che
pur avevano rinunciato ai propri affetti e rischiato le proprie
vite a quelle elezioni non poterono partecipare per la mancanza
del requisito della maggiore età allora fissato in 21
anni.
Le donne entrano anche nelle liste elettorali anche se solo in
due e sono presenti negli opposti schieramenti: sono Ines Adami
Toniutti per la D.C. e Luigia Zuliani Tomat per i socialcomunisti,
entrambe verranno elette.
Il diritto al voto è stato conquistato con la Libertà
raggiunta per mezzo della Resistenza: un diritto e secondo me
anche un dovere a cui nessuno dovrebbe sentirsi escluso.
Alle successive elezioni referendarie del 2 giugno gli elettori
cividalesi si presentano alle votazioni all89,36%, solo
781 elettori su 7.342 non si recano alle urne.
Due anni fa alle elezioni europee 4.546 elettori votano a Cividale
mentre più della metà, 4.822 non lo fanno rinunciando
al diritto a esprimere il proprio indirizzo.
A breve ci saranno le elezioni amministrative nel nostro Comune
e la vivacità delle liste che si propongono ad amministrare
la città è un buon segnale se consideriamo che
in altri Comuni a malapena si riesce a presentare una sola lista.
I problemi che abbiamo di fronte come cittadini sono gravosi
come gravoso è il compito di chi amministra, dal nostro
punto di vista è necessario guardare al futuro con lo
spirito dei nostri partigiani considerando indispensabile il
contributo di tutti, sentendoci tutti partecipi e coinvolti nella
gestione pubblica, solamente così si possono superare
i momenti di crisi.
La recente bocciatura della riforma costituzionale impone a noi
come Associazione di continuare nella difesa della nostra Carta
costituzionale ma ci impone anche di chiedere, con forza, ai
nostri rappresentanti politici non solo il rispetto dei principii
costituzionali ma anche e soprattutto che questi vengano finalmente
applicati. La nostra Costituzione è già un programma
politico è la nostra garanzia di Pace, di Libertà,
di Democrazia, di integrazione ed elevazione culturale, economica,
politica e sociale.
E stata scritta da donne e uomini che hanno saputo confrontarsi
sulla base del reciproco rispetto pur appartenendo a visioni
ideologiche, culturali, religiose e sociali diverse sulla base
fondamentale dellantifascismo. Non a caso infatti una sola
formazione politica non vi ha aderito: gli eredi di Mussolini.
A nostro parere chi è contro questi principii è
di fatto contro la Repubblica fondata sui valori della Resistenza,
è contro la Libertà volendola plasmare ai propri
fini con decreti liberticidi, è contro la Democrazia ostacolando
la separazione e indipendenza dei poteri, è contro la
Pace affidandosi alla forza delle armi e alla guerra, anziché
abbracciando con decisione e chiarezza il Diritto internazionale
e la Diplomazia.
Alti valori questi ottenuti al prezzo di milioni di vittime ma
non ottenuti una volta per sempre perché Pace, Democrazia,
Libertà, sono beni che non avvizziscono e crescono solo
se adeguatamente curati e coltivati.
Voglio per ultimo ringraziare la Sindaca Bernardi alla fine di
questo ciclo amministrativo per la collaborazione con la nostra
associazione, per la disponibilità personale e per il
sostegno del Comune alle Commemorazioni a alle nostre iniziative.
Viva la Festa
della Liberazione------------------------------------Viva la Costituzione
antifascista
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Cividale del Friuli, 25 aprile 2026 |
la
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