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ANPI
Cividale del Friuli

un riconoscimento importante
alla sezione ANPI di Cividale

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La sezione ANPI - "Anselmo Calderini" di Civdale ha ricevuto un gradito riconoscimento dalle associazioni partigiane consorelle della vicina Slovenia. Un riconoscimento che va anche alle persone che non ci sono più a cominciare dai vecchi partigiani, molti dei quali hanno combattuto e sono caduti in terra slovena, fino ad arrivare a chi mi ha preceduto nella dirigenza ANPI della città di Cividale del Friuli
La storia dell’antifascismo nel Friuli orientale e nella Benecija e la lotta di Liberazione sono strettamente legate con l’esperienza della Liberazione nazionale dell'allora Jugoslavia e oggi della Slovenia.
Dobbiamo ricordare la comune lotta contro il fascismo e contro il nazismo così come ora dobbiamo ricordare la resistenza che ci impegna contro le guerre, il revisionismo, la falsificazione storica e il rinascente rigurgito fascista che investe molti paesi del nostro mondo.
Un pensiero va alle migliaia di caduti partigiani italiani in terra di Slovenia e nel resto della Jugoslavia e ai compagni partigiani e alle popolazioni jugoslave che dopo aver subito violente repressioni da parte del regio esercito italiano e dai fascisti, con uccisioni, distruzione di intere comunità e villaggi hanno accolto nelle loro file gli italiani antifascisti come alleati allacciando cordiali rapporti politici, culturali e di amicizia che durano tutt’ora.
Anche se forse è superfluo ricordarlo, sottolineiamo che la nostra posizione antifascista è molto distante dalla narrazione che vede il nostro vicino, come accade nelle vicende delle foibe e dell’esodo, come un nemico degli italiani in quanto tali.
Quelle vicende sono esattamente l’esito non solamente della guerra di aggressione fascista, ma anche della natura repressiva dello Stato italiano nei confronti delle minoranze nazionali ricomprese all’interno del Regno col Trattato di Rapallo e di una ideologia che ha sostenuto la superiorità di una inesistente razza civilizzatrice contro una ipotetica barbarie giustificando con ciò guerre di aggressione, massacri, crimini contro l’umanità. Una realtà storica che come singoli e come Associazione non ci stanchiamo di denunciare.
E’ lo stesso schema che viene utilizzato ora quando l’occidente scatena guerre con la scusa della civilizzazione ai propri valori mentre si tenta di mantenere il predominio imperialista sul mondo intero. Anche contro questo schema, esattamente 65 anni or sono, la Jugoslavia di Tito pur con tutte le sue contraddizioni, fu innovativa con la creazione del Movimento dei Paesi non allineati: iniziativa che come obiettivo aveva il disarmo nucleare, la pace e la cooperazione tra le nazioni. Lo possiamo vedere quanto questi obiettivi siano auspicabili anche nella nostra attualità.
La mancanza di assunzione di responsabilità è una delle ragioni per le quali noi critichiamo i vertici politici della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza che, a tanti anni di distanza, non ha costruito un percorso di assunzione di responsabilità storica per quei fatti.
Ringraziamo i compagni sloveni per l’attenzione e la cura con la quale mantengono i monumenti che ricordano i nostri caduti e la comune lotta siano essi a Bukovo come a Škofja Loka, a Cerkno come a Temica, a Peternel come a Kožbana e in molti altri luoghi.
Riaffermiamo il nostro interesse ad operare insieme per gli ideali antifascisti che ci uniscono continuando a promuovere insieme con azioni politiche, culturali e di amicizia i valori della pace e della libertà.
Ringraziamo ancora i compagni, le compagne, gli amici e le amiche della Repubblica di Slovenia per il riconoscimento che ci è stato assegnato.

Cividale del Friuli, 4 maggio 2026 

la redazione del sito

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